Schille, Merlen, Baron, Deswarte, Becque, Jandau, Hogard, Lefebvre, Dutitre, Vasseur, Gerard. All. Lozano. Questa formazione non fa parte degli almanacchi del calcio per aver vinto una Champions League o un Mondiale ma ha comunque firmato una delle pagine più belle della storia del calcio. Tra di loro ci sono impiegati, un magazziniere, un giardiniere, un insegnante. L’allenatore Ladislas Lozano fa il geometra. Infatti, i protagonisti di questa storia non sono professionisti ma un gruppo di dilettanti che nella stagione 1999-2000 giocavano nel Calais Racing Union FC, squadra dilettantistica di quarta serie francese, che fece innamorare gli sportivi di Francia per essere arrivati a un passo dalla conquista della Coppa di Francia.

A differenza della nostra coppa nazionale, la Coppa di Francia è un torneo aperto a tutte le squadre iscritte alla federazione francese, professioniste e non. Ovviamente non tutte partono dallo stesso punto. I professionisti giocano a partire dai 32esimi di finale, ma prima c’è una serie di turni eliminatori dove le squadre dilettantistiche devono giocarsi le loro carte per poter poi contendere il trofeo alle squadre più forti. E il Calais è partito dal quarto turno eliminatorio prima di compiere una scalata che lo ha portato sino alla finale allo Stade de France. I primi turni sono stati più o meno agevoli: nell’ordine sono stati sconfitti Campagne Les Hesdin (10-0), Saint Nicolas Les Arras (3-1), Marly (2-1), Stade Bethunois (1-0) e Dunkerque (4-0). Ma è qui che il miracolo comincia a compiersi: dapprima il Calais batte ai calci di rigore i dominatori della Ligue 2 del Lille (1-1 al 90′), poi – dopo aver sconfitto ai sedicesimi i pari categoria del Langon Castets per 3 reti a 0 – batte nel turno successivo, e pure stavolta ai calci di rigore, il Cannes, anch’esso squadra di Ligue 2 (0-0 al 90′ e 1-1 dopo i tempi supplementari).

Ai quarti il Calais affronta lo Strasburgo, squadra di Ligue 1, e questa volta sembra davvero finita per i calesiani, data l’enorme differenza di categoria tra le due formazioni. E i primi minuti sembrano confermare le aspettative della vigilia con lo Strasburgo che passa in vantaggio dopo appena 6 minuti. Ma il Calais ha già dimostrato nei turni precedenti di saper reagire e recuperare situazioni difficili e nel giro di 7 minuti, tra il 38′ e il 45′, ribalta il risultato con le reti di Hogard e Merlen. Il secondo tempo vede lo Strasburgo assediare la porta del Calais ma è tutto inutile: al 90′ è 2-1 e Lozano può festeggiare con i suoi ragazzi l’accesso alla semifinale.

Lens, 12 aprile 2000. Allo Stade Bollaert il Calais affronta i campioni di Francia del Bordeaux. Sulla carta sembra tutto già scritto ma a questo punto della competizione i valori si livellano, e infatti la partita è molto equilibrata e scorre via senza particolari sussulti fino al 90′. Si va ai supplementari e a questo punto accade l’impossibile: il Calais passa in vantaggio con un bolide dalla distanza di Jandau ma il Bordeaux risponde all’inizio del secondo tempo supplementare con Laslandes. Tutti si aspettano che il Bordeaux faccia finalmente valere la sua presunta superiorità ma il cuore di questi giocatori non ha limiti, e al 113′ i calesiani tornano in vantaggio con il subentrato Millien e qualche minuto dopo completano il loro capolavoro con un gol di Gerard. L’arbitro fischia la fine e incredibilmente il Calais va a Parigi a contendere la coppa nazionale al Nantes, che peraltro aveva vinto la Coupe de France già l’anno precedente.

Tutta Calais è in visibilio. Da queste parti la vita non è cosi facile: gli stipendi sono bassi e la disoccupazione è al 17%. Il calcio rappresenta dunque un’enorme occasione di riscatto e di distrazione dai problemi quotidiani e i tifosi del Calais ne approfittano per vivere questa favola giorno dopo giorno, partita dopo partita. Ma tutta la Francia tifa Calais, il quale è diventato il principale argomento di discussione su giornali e TV nazionali. Ed eccoci al 7 maggio 2000, Stade de France. 80000 spettatori e milioni di telespettatori assistono all’ultimo capitolo di questa straordinaria storia, comunque vada. Il Calais è ormai abituato a giocare con una scioltezza da squadra di Ligue 1 e passa in vantaggio con Dutitre al 34′. Il primo tempo si chiude così e a questo punto tutti sembrano veramente credere al miracolo ma il Nantes non vuole fare la vittima sacrificale: dopo 5 minuti del secondo tempo pareggia con Sibierski. A differenza delle altre volte, il Calais non ha più la forza di reagire e il Nantes continua a spingere. Schille si oppone a tutti gli attacchi degli avversari ma non può nulla all’89’ quando ancora Sibierski sigla il rigore che l’arbitro ha fischiato per fallo di Baron su Caveglia. Cinque minuti di recupero non bastano stavolta e il Calais, tra le lacrime di giocatori e tifosi, deve dire addio al sogno di un’intera nazione, non solo di un’intera città, di assistere alla vittoria di questi piccoli grandi eroi contro i giganti professionisti.

Ma, nonostante la sconfitta, dobbiamo comunque ringraziare questi meravigliosi ragazzi per l’insegnamento che ci hanno dato: il cuore e la passione può talvolta colmare le carenze tecniche e fisiche, e storia come queste ci aiutano ancora una volta ad essere ancora innamorati di questo meraviglioso gioco. Quindi, non solo noi appassionati ma anche il calcio vi rende omaggio: Merci Calais.

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