fallimento italia

Ieri sera a San Siro è andato in scena il secondo atto dei playoff di qualificazione ai prossimi mondiali. Dopo la sconfitta all’andata per un gol fortuito su deviazione, ecco che al ritorno l’Italia, di fronte ai 70000 di San Siro deve ribaltare un risultato senz’altro alla portata. Ventura in 3 giorni cambia diverse volte formazione e interpreti. Ma alle 20.45 ripropone il 3-5-2 con davanti Immobile e Belotti e l’ennesima bocciatura di Insigne ed El Shaarawy, i due azzurri senza dubbio più in forma. Passa il primo tempo e la gara non si sblocca, così Ventura butta nella mischia il “faraone”, Belotti e Bernardeschi ma il risultato non cambia nonostante l’assedio degli azzurri. Così dopo 60 anni l’Italia non si qualifica ai mondiali. Un vero colpo basso per tutti, non sono per gli 11 scesi in campo. E’ una sconfitta che coinvolge l’intero mondo del calcio, tutti sotto accusa: Ventura, i giocatori, la Federazione, l’intera organizzazione del nostro calcio, la politica.

Adesso è tempo di ricominciare con un nuovo ct. Si perchè Ventura ha la colpa di non aver trovato una giusta collocazione ad Insigne, il nostro punto forte e fantasista, quello che salta l’uomo e crea superiorità numerica. Inoltre le varie difficoltà per un modulo mai adatto agli uomini scesi in campo. Con Buffon e Barzagli che molto probabilmente lasceranno con questo “amaro pareggio” è tempo di rifondazione a partire proprio dai vertici. Probabilmente Tavecchio non lascerà il suo posto perchè d’altro canto ha introdotto la Var e viene dal buon europeo targato Antonio Conte.

Bisogna però ripartire dai nostri campionati, dove in serie A la maggior parte dei giocatori sono stranieri, specie nei maggiori club come Juventus, Napoli, Inter, Milan, Roma. Bisogna investire sulle giovanili, dare più spazio ai nostri talenti che vengono dalle categorie inferiori, rinforzare i vivai. Se in Spagna i club dedicano il 10% del loro fatturato per le primavere, in Italia si dedicano appena 10 milioni.

Adesso, memori di questo ennesimo fallimento, bisogna ricominciare rivoluzionando l’intero assetto del calcio italiano perchè l’Italia, il calcio, lo respira.

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