Il 28 aprile 2015 è una data storica per il Carpi FC 1909, la società che ha assorbito il Carpi Calcio, a sua volta nato dal fallimento dell’AC Carpi nel 2000. Pareggiando 0-0 contro il Bari, il Carpi ha conquistato la prima promozione in Serie A della sua storia. Negli ultimi 15 anni i tifosi biancorossi hanno assistito prima a un fallimento, poi al rischio di un secondo fallimento, a una fusione con la seconda squadra della città, la Dorando Pietri, e infine a una clamorosa scalata dalla Lega Pro alla Serie A in cinque stagioni.

Arrivato al vertice del calcio italiano, la domanda adesso è: il Carpi è solo di passaggio o ha concrete possibilità di salvarsi?

Partenze e arrivi

Il cambiamento più significativo dell’estate del Carpi è stato, per ora, aver affidato il ruolo di direttore sportivo a Sean Sogliano, cercato anche dal Milan ai tempi dello scontro interno tra Barbara Berlusconi e Adriano Galliani. L’obiettivo, non facile, è quello di creare una squadra con un buon equilibrio tra esperienza e gioventù. Da un lato i pochi soldi a disposizione obbligano a puntare sui prestiti di giovani in uscita dai club di medio-alto livello, dall’altro è necessario aggiungere esperienza a una rosa in cui in molti sono al loro esordio in Serie A.

A cercare di dare esperienza sono arrivati due portieri, Francesco Benussi e Zeljko Brkic, e gli svincolati Andrea Lazzari e Nicolás Spolli, tutti giocatori con diversi anni di Serie A alle spalle. Per quanto riguarda i giovani, sono arrivati in prestito Luca Marrone dalla Juventus, Ryder Matos dalla Fiorentina, Wallace dal Chelsea e Igor Bubnjic dall’Udinese. In più è stato preso a parametro zero Kamil Wilczek, attaccante 27enne capocannoniere dell’edizione 2014/15 del massimo campionato polacco.

Dei titolari dell’anno scorso sono andati via solo il portiere, Gabriel, uno dei protagonisti della promozione, e il terzino destro, Aljaz Struna. Entrambi erano in prestito, rispettivamente da Milan e Palermo.

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