Il duello tra Venezia e Parma è sicuramente uno dei confronti che più sta affascinando le leghe minori italiane dopo la bagarre che si è creata in Serie B tra Benevento Frosinone Verona e Spal. Le 2 squadre sono staccate di soli 3 punti (complice la vittoria dei veneti di inizio campionato nello scontro diretto a Parma; dopodiché 2 a 2 al ritorno al Tardini) e possiedono rispettivamente 55 e 52 punti, staccando di altri 3 punti la terza in classifica Padova.

Fino a quando la situazione fosse solo di un confronto di risultati, nessuna novità in un campionato che ha sempre regalato spettacolo. Quello che più incuriosisce sono le disponibilità economiche delle 2 squadre, dove i Veneti hanno come presidente Tacopina, americano ex proprietario del Bologna, che si è potuto permettere di portare un allenatore come Filippo Inzaghi in Lega Pro, con una serie di giocatori di livello tra cui Domizzi e Gejko, ex Udinese. Gli Emiliani i, invece, sono gestiti da una cordata di 8 azionisti, tra cui Guido Barilla, presidente dell’omonima catena alimentare di prodotti, e nel mercato di riparazione di gennaio, ai già grossi acquisti di Calaiò ed Evacuo, si sono potuti permettere di reclutare Di Cesare (dal Bari), Scozzarella (dal Trapani), Scaglia (dal Latina) e Frattali (dall’Avellino), creando un’autentica squadra da Serie B. Tutto questo mentre stiamo assistendo ad una debacle di club tra A e B dove, nella massima serie abbiamo Crotone Palermo e Pescara che non hanno dato quella concorrenza che ci si aspettava ad inizio stagione, e l’unica cosa che si è potuto fare è stata quella di mandar via allenatori uno dietro l’altro, non potendo intervenire nel comprare giocatori di livello per la categoria. Come se questo non bastasse, in Serie cadetta stiamo seguendo la situazione del Latina, dichiara fallita dal tribunale sportivo, mentre il Pisa ha tenuto tutti con l’ansia, Gattuso compreso, per la situazione di inizio campionato non facile, risolta solamente con l’arrivo di Corrado.

La domanda e opinione sorge spontanea: Possono club di categorie inferiori essere più organizzati di un club di Serie A? Con la crisi economica che sta lentamente logorando anche lo sport, sono i club tutti in condizione di poter disputare un campionato all’altezza della categoria in cui essi si trovano? La risposta, oggi giorno, pare non essere più presente sul campo, ma nei portafogli e nei conti bancari delle società, tra indebitazioni fino al midollo o attivi per via di nuovi ingressi societari stranieri.

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